Un nuovo approccio per le filiere
bioenergetiche e l'agricoltura italiana

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NOVITA' E AZIONI STRATEGICHE

Il BioEnergy Village è lo spazio che le Fiere Zootecniche Internazionali di Cremona dedicano al confronto professionale per lo sviluppo di una filiera integrata e sostenibile per la produzione di bioprodotti: un corner specifico riservato alla presentazione delle ultime novità del settore e alla discussione delle azioni strategiche per la valorizzazione delle filiere bioenergetiche

AGROENERGIE: I MAIN TOPICS

I proprietari degli impianti alimentati da fonti energetiche rinnovabili e gli operatori del settore – tutti presenti tra gli oltre 60mila visitatori delle Fiere Zootecniche Internazionali di Cremona – sono alla ricerca di risposte e soluzioni in tema di:

  • Upgrading
  • Efficientamento
  • Service
  • Management di processo
  • Management d’impianto
  • Fiscalità
  • Nuovi sbocchi di mercato
  • Utilizzo dei sottoprodotti (feed2food)

LA BIOECONOMIA

La bioeconomia è un’economia che utilizza le risorse biologiche terrestri e marine, così come i rifiuti, come input per l’alimentazione, la produzione industriale e di energia (Commissione Europea, 2016). La bioeconomia – che vuole favorire la transizione ad un sistema più sostenibile fondato su un utilizzo razionale ed integrale delle risorse biologiche – include attività nell’ambito dei seguenti settori:

  1. comparto agricolo, zootecnia, pesca, acquacoltura e foreste
  2. industria alimentare
  3. industria bio-based della chimica e carburanti da fonti rinnovabili

Nel quadro di uno sviluppo verso un modello di economia circolare, il comparto della bioeconomia ha un peso economico di circa 2.000 miliardi di euro e conta oltre 17 milioni di persone impiegate, che rappresentano il 9% dell’occupazione complessiva dell’UE. Viene inoltre stimato che per ogni euro investito in ricerca e innovazione nella bioeconomia, con adeguate politiche di sostegno a livello nazionale e comunitario, la ricaduta in valore aggiunto nei settori del comparto bio-based sarà pari a dieci euro entro il 2025 (McKinsey Center for Business and Environment, 2013).

In Italia il valore della produzione supera i 244 miliardi di euro, pari al 7,9% del totale nazionale, con un totale di 1,5 milioni di occupati, in particolare nella filiera agro-alimentare, con un contributo dell’industria bio-based superiore a 20 miliardi di euro (Rapporto sulla Bioeconomia in Europa, 2015).

Il coinvolgimento del comparto agricolo è fondamentale per la produzione di alimenti e per la produzione di materia prima per l’industria della chimica, farmaceutica, cosmetica e dell’energia da biomasse. Non è possibile sviluppare un settore della bioeconomia competitivo, che dipende dalla disponibilità delle biomasse, senza un coinvolgimento delle imprese agricole.

DATI DI SETTORE E SCENARIO

L’energia da biomasse si colloca a pieno titolo nell’ambito dell’economia circolare e rappresenta un elemento fondamentale sia per la tutela ambientale che per la riduzione dei costi sociali e per lo sviluppo economico del settore agricolo.

Nel settore del biogas agro-zootecnico l’Italia rappresenta il secondo mercato europeo, alle spalle della Germania, e il terzo a livello mondiale, dopo la Cina. Prendendo in considerazione la sola produzione di energia elettrica rinnovabile, il settore è in grado di innescare al 2020 un valore economico di 3,2 miliardi di euro al netto degli incentivi (dati Althesys).

Il settore del biogas, fonte rinnovabile che permette di produrre energia elettrica, termica e biometano, è in forte espansione in Italia. Negli ultimi 6 anni sono state mobilitate risorse per 4,5 miliardi di euro, con la creazione di 12mila nuovi addetti stabili e una produzione di circa 2 miliardi di metri cubi (Nmc) di gas metano equivalente, ovvero un quinto della produzione nazionale di gas naturale. Le previsioni al 2020 sono per un raddoppio degli occupati (fino a 25.000) e un significativo incremento degli impianti in ambito agricolo, che sono attualmente circa 1.500. Grazie alla purificazione del biogas, tramite il processo di upgrading, è possibile ottenere l’unico biocarburante 100% italiano: il biometano, che può essere sia impiegato sia nell’autotrasporto che emesso nella rete gas naturale. (Centro Levi Cases, 2016).

La filiera del biogas-biometano risulta il settore a maggiore intensità occupazionale tra le rinnovabili con 6,7 addetti per MW installato (Cib – Consorzio Italiano Biogas, 2016).

Gli impianti vecchi (riconvertiti) e nuovi di trattamento dei rifiuti possono accedere agli incentivi erogati dal gestore dei servizi energetici (GSE). La concessione degli incentivi agli impianti scadrà nel 2018 e riguarda la produzione di biometano a partire dalla digestione anaerobica dei rifiuti organici.

I protagonisti del Bioenergy Village 2017