Mangimi, per la Fefac la produzione 2020 subirà un calo. Ma non per l’Italia: +0,7%

Fefac, la Federazione che riunisce i produttori europei di mangimi, prevede che nel 2020 la produzione del Vecchio Continente subirà una contrazione di oltre il 2%, complici gli effetti della pandemia e le malattie infettive animali. L’Italia però viene inserita nell’elenco dei pochi Paesi che dovrebbe invece andare in controtendenza con un aumento stimato dello 0,7%.

La Federazione stima che per l’anno in corso la produzione di mangimi composti arriverà a 161,4 milioni di tonnellate, con un calo del 2,2% rispetto alla produzione del 2019. Entrando nello specifico il risultato peggiore arriva dalla Romania, che marca un calo di quasi il 12% a cui si aggiunge la Bulgaria con un -9,2%, Cipro (-7,3) e Irlanda con un -6,3%. Cali sono previsti anche in Spagna (-4,6%), Francia (-1,5%), Germania (-3,5%). Solo la Polonia, a parte l’Italia con il +0,7% previsto, dovrebbe incassare un +1,7%.

Il comparto dei bovini è quello che segna il dato peggiore, con una contrazione stimata del 2,9%; ma le prospettive sono negative anche per i suini: -1,1% e il settore avicolo, con una riduzione prevista addirittura del 2,7%. Per quest’ultimo comparto il dato arriva dopo una decina d’anni in cui la produzione era stata sempre in aumento. Nel 2020 le misure restrittive dettate dalla pandemia hanno di fatto indotto i produttori a ridurre la produzione con un’inevitabile ricaduta sulla domanda di mangimi. Durante l’estate si è assistito a un parziale recupero, ma secondo la Fefac in Romania, Spagna e Irlanda entro fine anno si dovrà registrare un ulteriore, nuovo calo.