Uno studio ha analizzato gli scenari della zootecnia del futuro nella Ue

In questi giorni la Commissione ha pubblicato uno studio sul futuro dell’allevamento zootecnico nella Ue. Il documento, dal titolo “Study on future of Eu livestock: how to contribute to a sustainable agricultural sector?” è stato condotto da due esperti indipendenti per contribuire al dibattito sulla sostenibilità del comparto. In tutta la Ue il settore dell’allevamento svolge un ruolo economico e sociale importante, tant’è vero che nel 2017 il valore delle produzioni animali e dei prodotti di origine animale è stato pari a 170 miliardi di euro, pari al 40% dell’attività agricola complessiva, a cui si aggiunge la voce legata all’occupazione, che interessa circa 4 milioni di persone, con una media di 1-2 lavoratori per allevamento.

Lo studio descrive il significativo impatto ambientale della zootecnia sia in termini positivi che negativi. Prendendo sempre a riferimento il 2017, si scopre che nella Ue28 il settore agricolo ha prodotto il 10% delle emissioni totali di gas serra a fronte del 38% generato dall’industria e del 21% a carico dei trasporti. Ma è emerso anche che il comparto zootecnico è responsabile dell’81-86% delle emissioni agricole. A questo proposito, il documento sottolinea l’importanza dei diversi sistemi di produzione che nella transizione verso metodi più sostenibili possono rappresentare la vera chiave di volta per un’evoluzione socio-culturale del settore in atto e sempre più diffusa. L’innovazione sarà quindi fondamentale per ridurre gli impatti negativi, che dovrà essere accompagnata dall’uso di approcci agroecologici, tecnologici e di maggiore circolarità. Lo studio evidenzia inoltre l’importanza della governance per garantire la continuità delle aziende agricole ed evitare di mettere a rischio occupazione.