È positivo il saldo commerciale estero dell’agroalimentare italiano: +710 milioni di euro

Nel primo semestre del 2020 il saldo commerciale dell’agroalimentare italiano ha chiuso in terreno positivo nonostante il blocco forzato determinato dall’emergenza sanitaria Covid19. Il saldo si è attestato a 710 milioni di euro contro il deficit di quasi 1,2 miliardi del primo semestre 2019. I dati Istat sono stati elaborati da Ismea, che sottolinea come si stia parlando di un risultato non scontato frutto della congiuntura di due contrapposte dinamiche dei flussi che hanno visto da una parte la forte crescita tendenziale delle esportazioni registrata nei primi due mesi dell’anno (+10,8%) e la ripartenza di giugno che ha incassato un +3%, mentre dall’altra si sono fatti i conti con il calo delle importazioni che rispetto allo stesso periodo del 2019 hanno registrato un  -5,1%. Pertanto, il consuntivo export del primo semestre 2020 ha raggiunto 22,1 miliardi euro, con un incremento del 3,5% su base annua. Si tratta di un risultato che permette all’agroalimentare italiano di raggiungere il peso dell’11% sulle esportazioni di beni e servizi totali all’interno dell’economia nazionale.

Il primo mercato di destinazione dei prodotti nazionali è la Germania che assorbe il 17,1% dell’export totale; segue la Francia con l’11,3% e il Regno Unito con il 7,5%. Sono andate bene anche le performances sui mercati extra-Ue che hanno incassato un +4,6% per un totale di 7,9 miliardi di euro. La leadership spetta al Giappone con un +17,3% su base annua seguito dal Canada (+13,7%) e dalla Cina (+13,3%).