Alle Regioni i fondi non spesi dei Psr per fronteggiare l’emergenza Covid

I Piani straordinari delle Regioni per l’emergenza Covid nelle campagne sono ai nastri di partenza. Si tratta di un contributo forfettario fino a 7mila euro/agricoltore e 50mila euro per le piccole e medie aziende agroalimentari. Finora le Regioni hanno cantierato progetti per un totale di 140 milioni di euro privilegiando in gran parte l’agriturismo e le fattorie sociali, non mancano però interventi anche per la zootecnia.

Le risorse da utilizzare, e messe a disposizione dalla Ue,  riguardano quelle finanziate con i Psr (Piani di sviluppo rurale). Questo vuol dire che non tutte le regioni avranno la medesima disponibilità finanziaria. Vediamo nel dettaglio. Allo stato la Lombardia ha impegnato 19,5 milioni di euro, il Veneto 23 milioni, la Calabria 21, la Toscana 18,9, il Piemonte 10, l’Abruzzo 9,5, l’Umbria 7, le Marche 6,5, la Liguria 6,2, la Sardegna 4, la Campania 6, il Friuli Venezia Giulia 3,3, l’Emilia Romagna 2,9, la Basilicata 1,6 e la Valle d’Aosta 310 mila euro.

Il contributo verrà erogato entro il 31 giugno 2021 e varierà da regione a regione. Marche, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Campania, Umbria, Basilicata e Liguria potranno contare su un massimale di 7 mila euro/azienda; Lombardia e Valle d’Aosta avranno a disposizione 5mila euro/azienda; il Veneto 4mila e l’Emilia Romagna 2mila euro. Il Veneto ha puntato sul comparto dei vitelli a carne bianca, su latte e formaggi; la Lombardia sugli allevamenti da carne e il florovivaismo; la Calabria su latte, vino e fiori; il Piemonte sulla zootecnia da carne, l’apicoltura e il florovivaismo; le Marche sulla zootecnia e la Liguria su tutti i settori.