Accesso ai finanziamenti, un report della Ue spiega le difficoltà del settore agricolo italiano

L’Italia è uno dei maggiori produttori agricoli all’interno della Ue, con una produzione totale che nel 2018 ha toccato 55,8 miliardi di euro. Ciononostante, il settore è ancora caratterizzato da numerose debolezze strutturali cruciali per capire la domanda di finanziamenti.

È quanto emerge dal Report pubblicato nei giorni scorsi da Bei (Banca europea per gli investimenti) e Commissione, elaborato sui dati raccolti tra 7.600 agricoltori e 2.200 aziende agroalimentari della Ue, finalizzato a illustrare le principali sfide affrontate dai due soggetti imprenditoriali in questione quando si tratta di accedere ai finanziamenti. Secondo il Report il deficit finanziario per l’agricoltura europea è compreso in una forbice compresa tra 19,8 e 46,6 miliardi di euro, mentre per il comparto agroalimentare il divario stimato supera 12,8 miliardi. Secondo gli analisti, queste esigenze finanziarie saranno destinate ad aumentare a causa della crisi innescata dall’emergenza sanitaria Covid19.

Nel 2017 gli investimenti totali nel settore agricolo italiano hanno raggiunto 8,6 miliardi di euro, collocando il nostro Paese al terzo posto nella classifica degli Stati in termine di valore di investimento, pari al 15% del totale nella Ue28 dopo Francia e Germania. Da rilevare che la domanda di finanziamenti più elevata proviene dal settore lattiero-caseario e avicolo.

Il Report evidenzia inoltre l’esistenza di un gap finanziario nel settore agricolo italiano compreso tra i 110 milioni e 1,3 miliardi di euro, attribuibile alla mancanza di competenze finanziarie e sistemi di contabilità all’interno delle aziende agricole, a cui si associa un lento ricambio generazionale e un insufficiente livello di specializzazione delle banche nel settore agricolo.

La prossima edizione delle Fiere Zootecniche Internazionali di Cremona (CremonaFiere 28-31 ottobre 2020) riserverà un importante spazio ai temi economici che soprattutto oggi, a seguito della pandemia, devono essere caratterizzati da quel concetto di sostenibilità indispensabile per garantire la sopravvivenza delle aziende. Il tema però non può prescindere dall’innovazione tecnologica, quell’agrinnovation a cui CremonaFiere dedica sempre più attenzione e che non delimita il suo raggio d’azione alla sola tecnologia, bensì la coinvolge in un percorso virtuoso in cui compaiono tutti i soggetti che a vario titolo rappresentano i protagonisti di un mondo in evoluzione, radicato nella sua tradizione ma altrettanto proiettato in un futuro dove la competitività farà sempre più la differenza.