Come sarà l’allevamento dopo Covid 19? Più green economy e sostenibilità economica

“Allevare vacche da latte dopo Covid 19: tra sostenibilità economica e ambientale”. Era questo il titolo di uno streaming organizzato da Ruminantia.it, il portale realizzato da Alessandro Fantini che, in collaborazione con CremonaFiere, all’ultima edizione della Fiera Internazionale del Bovino da Latte dell’ottobre scorso  ha realizzato una serie di incontri innovativi sulle problematiche e le prospettive del settore radunando una platea sempre molto numerosa, iniziativa che si ripeterà anche dal 28 al 31 ottobre prossimi con l’edizione 2020 della rassegna zootecnica più importante d’Italia.

All’incontro in streaming hanno partecipato lo stesso Alessandro Fantini, Arrigo Milanesi (economista) e Edoardo Locatelli (nutrizionista).  Al di là degli aspetti nutrizionali che Locatelli non ha potuto illustrare compiutamente a causa di problemi legati alla rete, quello che è emerso dal confronto e dalle sollecitazioni raccolte attraverso la chat è che “le conseguenze sociali ed economiche legate all’emergenza sanitaria provocata dal coronavirus – ha sottolineato Fantini – ci stanno facendo capire che le denominazioni di origine dei nostri prodotti lattiero-caseari non basteranno più, perché il vero driver che guiderà lo sviluppo del comparto sarà la green economy, la leva in grado  di rispondere concretamente ai desiderata della popolazione”. Una riconversione, come l’ha definita Fantini, che sarà lenta e che prevede inevitabilmente dei costi. A questo proposito Arrigo Milanesi ha ricordato che “la situazione che stiamo vivendo va affrontata con metodo. La sostenibilità diventerà l’argomento cardine con cui le aziende si confronteranno sempre più. Parliamo di sostenibilità ambientale, sociale, produttiva, tutte però dipendenti dalla sostenibilità economica, senza la quale non può esistere nessun altro tipo di sostenibilità. In questo percorso non si può pensare che esista una soluzione adatta a tutte le realtà produttive; bisogna invece pensare a una sorta di abito da realizzare su misura per ogni singola azienda. Ogni allevatore, o ancora meglio imprenditore, deve essere in grado di comprendere i numeri della sua azienda, dotarsi di uno strumento di controllo e gestione del conto economico: non entrare in questa logica vorrebbe dire essere tagliati fuori da qualsiasi confronto”. Non è infine mancato un interessante accenno al ruolo del consumatore, alle sue richieste, a come il settore primario si deve con lui rapportare. “Allearsi col consumatore vuol dire capirlo, comprenderne le esigenze – ha concluso Milanesi – Se oggi egli non guarda più con maggiore attenzione alle caratteristiche organolettiche delle produzioni preferendo l’aspetto etico, occorre organizzarsi per assecondare questa tendenza. Non  dobbiamo convincerlo che il nostro prodotto è buonissimo, per ottenere questo risultato occorre dargli quello che chiede”.