Suinicoltura: in porcilaia il lavoro non rallenta ma i macelli riducono gli abbattimenti

Negli allevamenti suinicoli italiani l’attività continua a pieno ritmo. Nei macelli invece si registra una riduzione degli abbattimenti nell’ordine del 15-20% dovuto principalmente al rallentamento delle operazioni determinato dall’applicazione delle misure di sicurezza imposte nei posti di lavoro per evitare il diffondersi del contagio da coronavirus.

Una situazione ancora sotto controllo, che comunque merita grande attenzione per garantire il mantenimento del regolare ciclo produttivo. “Purtroppo, a questa situazione, dobbiamo associare la difficoltà dei prosciuttifici nel ritirare le cosce da stagionare per la Dop – afferma Lorenzo Fontanesi, presidente di Opas – un atteggiamento che non comprendiamo e che non dimostra quella solidarietà di cui invece ora, in una situazione difficile per tutti, c’è più che mai  bisogno”. Il Consorzio del prosciutto di Parma smentisce questo andamento, preferendo sottolineare gli ottimi risultati commerciali del preaffettato in vaschetta, che sia sul mercato nazionale che internazionale registra un trend molto positivo, soprattutto se riferito al primo trimestre dell’anno, quando generalmente le vendite subiscono uno stop a seguito delle recenti festività natalizie. E vanno bene anche le vendite dei tagli di carne fresca, un segmento produttivo in cui l’Italia è fortemente deficitaria, costringendola ogni anno a importare circa il 60% del fabbisogno nazionale. L’attuale emergenza sanitaria potrebbe favorirne un maggiore consumo da parte del mercato interno: la richiesta c’è e l’aumento dei prezzi lo dimostra. Nelle ultime settimane l’incremento delle quotazioni oscilla tra il 15 e il 20%.