Sostenibilità e innovazione, i principali driver dell’allevamento moderno

Robot di mungitura, sistemi di feeding personalizzato, di riconoscimento e tracciamento. Sono queste le grandi sfide per l’allevamento italiano. Sono questi infatti i principali driver della sostenibilità zootecnica, che oltre a quella ambientale potranno garantire quella economica, senza la quale nessuna azienda può competere.

I più recenti dati diffusi dalla Ue dicono che entro il 2030 il Vecchio Continente coprirà il 27% della produzione lattiero-casearia mondiale, una leadership che se da una parte prevede una riduzione del numero di bovine allevate, dall’altra evidenzia la contemporanea applicazione di tecnologie molto innovative anche in allevamenti di medie dimensioni.

“Oggi tutti i principali protagonisti dell’innovazione e della comunicazione all’interno del comparto agroalimentare rispondono alle richieste di consumatori che chiedono alimenti salubri, ottenuti da sistemi di allevamento rispettosi del benessere animale e dell’ambiente – afferma Daniele Rama, direttore dell’Alta Scuola di Management ed Economia Agroalimentare (SMEA) dell’Università Cattolica di Cremona – Si tratta di tendenze che riguardano i prodotti alimentari finiti, ma che cominciano ad avere un impatto significativo anche sulle aziende di produzione come gli allevamenti. Pensiamo ai protocolli sul benessere animale introdotti di recente in diversi contratti di fornitura o al successo che in altri Paesi ha avuto il cosiddetto latte A2, più digeribile e considerato più naturale”.