Irrigazione e tecnologia: per Viaggi (Unibo) siamo a un punto decisivo

«Il peso dell’agricoltura di precisione sarà fondamentale una volta trovate soluzioni adatte alla nostra maglia aziendale; per ora un numero limitato di grandi aziende sta sperimentando con successo le soluzioni più avanzate, ma in prospettiva è probabile che ci saranno avanzamenti per tutti o quasi». A dirlo è Davide Viaggi, docente dell’Università di Bologna e fra i massimi esperti di problemi e soluzioni legate all’irrigazione e gestione delle acque. Un tema centrale in agricoltura e zootecnia e che anche quest’anno verrà discusso nell’ambito di Watec Italy 2019, organizzata nell’ambito delle Fiere Zootecniche Internazionali di Cremona, dal 23 al 26 ottobre a CremonaFiere.

Professor Viaggi, la siccità è un tema sempre più all’ordine del giorno nel mondo dell’agricoltura. A fronte di allarmi che vengono lanciati con sempre maggiore frequenza dalle associazioni di settore, negli ultimi anni sono state intraprese azioni che possano provare ad arginare il problema?

«Sì, sono state intraprese azioni sia sul lato del risparmio idrico, sia sul lato della creazione di infrastrutture di stoccaggio delle acque. Un peso importante lo hanno avuto i PSR, che hanno fornito supporto economico per questi interventi. Purtroppo il clima sta cambiando a una velocità molto maggiore rispetto agli adattamenti resi possibili dagli interventi effettuati».

Esistono dati aggiornati e il più possibile affidabili sul consumo di acqua nel settore agricolo?

«Esistono informazioni migliori che in passato senza dubbio. Ma restano insufficienti per avere un quadro soddisfacente. Tuttavia, sul tema delle risorse idriche, i dati aggregati ex post sui consumi dicono poco. È normale che in anni siccitosi le aziende agricole usino più acqua per l’irrigazione. Anche l’uso di dati standard sui consumi idrici per coltura sono poco importanti se non a fini conoscitivi. Gli aspetti veramente importanti sono quelli che riguardano le capacità previsionali e i dati sul fabbisogno, sia a breve che a medio-lungo termine».

Quando si parla di innovazione in ambito agro-zootecnico si includono anche possibili benefici dal punto di vista della sostenibilità ambientale e una migliore e più efficiente gestione dell’acqua. In questo senso quale pensa che sia il possibile ruolo dell’agricoltura di precisione e più in generale dell’introduzione dell’hi-tech in agricoltura? 

«La digitalizzazione è senza dubbio uno dei grandi elementi di trasformazione del settore, che ha anche notevoli possibilità di aumentarne la sostenibilità, sia sul piano del risparmio idrico, sia della riduzione dell’inquinamento. Il peso dell’agricoltura di precisione sarà quindi fondamentale una volta trovate soluzioni adatte alla nostra maglia aziendale; per ora un numero limitato di grandi aziende sta sperimentando con successo le soluzioni più avanzate, ma in prospettiva è probabile che ci saranno avanzamenti per tutti o quasi. Anche la digitalizzazione non lavora però da sola. Da un lato richiede utenti che abbiano familiarità con nuovi strumenti. Dall’altro infrastrutture che permettano di usarne le potenzialità. Ad esempio sistemi sofisticati per l’irrigazione di precisione funzionano bene se associati ad irrigazione a goccia con disponibilità flessibile di acqua, ma hanno poco valore aggiunto nel caso di irrigazione per aspersione e magari disponibilità a turno».

Da questa emergenza, con un approccio positivo, secondo lei è possibile che nasca un’agricoltura più efficiente, in grado di produrre di più e con un minore impiego di risorse?

«Sì, sta già accadendo e potrà accadere accelerando il processo di innovazione. Purtroppo ci si accorge delle criticità solo nei momenti di emergenza e poi si sposta l’attenzione sulla prossima cosa che fa notizia. Ma dobbiamo avere presente che c’è bisogno di un cambiamento drastico. Non si tratta solo del problema siccità e del cambiamento climatico. L’agricoltura mondiale sta cambiando vertiginosamente. E parlare di agricoltura è ormai molto riduttivo. Bisogna parlare settore alimentare, o meglio dell’intera bioeconomia, per capire i veri spazi di aumento dell’efficienza nell’uso delle risorse».

È richiesto un cambio di approccio da parte dei principali attori o uno sforzo è già in atto?

«Entrambe le cose. Gli sforzi già in atto saranno efficaci solo se ci sarà un cambio di approccio. Uno degli elementi fondamentali è la capacità di collaborazione. La digitalizzazione ad esempio funziona solo se le varie fonti di informazione e i decisori lavorano in rete, sia per integrare le informazioni, sia per usarle per decidere meglio e più tempestivamente. Anche molte forme di stoccaggio e utilizzazione dell’acqua sono basate sulla costruzione di infrastrutture che richiedono collaborazione degli agricoltori tra di loro e tra i vari attori che operano sul territorio. I Consorzi di bonifica, al di là dei loro compiti tradizionali, stanno assumendo un ruolo sempre più forte di facilitatori, se non d realizzatori, di questi processi».