Renga (Osservatorio Smart AgriFood): «Per noi naturale collaborare con Agrinnovation Summit»

«La missione ultima dell’Osservatorio Smart AgriFood è creare cultura sull’innovazione digitale in ambito Agroalimentare. È perciò naturale per noi lavorare insieme ad una iniziativa come l’Agrinnovation Summit. A maggior ragione a Cremona, dove ha anche una propria sede». Filippo Renga, direttore Osservatorio SmartAgrifood del Politecnico di Milano e Università di Brescia, commenta così l’adesione dell’Osservatorio al circuito di partner scientifici della prima edizione dell’Agrinnovation Summit, previsto nell’ambito delle prossime Fiere Zootecniche Internazionali di Cremona, a CremonaFiere dal 24 al 27 ottobre 2018.

Agrinnovation Summit si rivolge in modo particolare alle aziende che vogliono crescere, rimanendo competitive su un mercato divenuto sempre più veloce in termini di innovazione e potenzialità di sviluppo tramite l’adozione di nuove tecnologie utili al miglioramento della forbice costi-benefici, dell’efficienza dei processi, della qualità e della tracciabilità dei prodotti. L’offerta va ad allargare ulteriormente l’ampio bouquet di servizi per le imprese del settore ideato da CremonaFiere mirato in modo particolare all’innovazione.

Che l’agricoltura 4.0 possa essere una variabile di straordinario sviluppo lo ha confermato il recente studio dell’Osservatorio Smart AgriFood, nel quale si prova come l’applicazione di tecnologie smart sia limitata a meno dell’1% delle superfici agricole coltivate. Il mercato italiano dell’agricoltura 4.0 sfiora i 100 milioni di euro (circa il 2,5% di quello globale), generati da oltre 70 aziende vendor, in parte tradizionali ed in parte emergenti, e rompe il trade-off tra efficienza ed efficacia, apportando benefici sia in termini di riduzione dei costi, sia in termini di qualità e resa. Non mancano gli ostacoli alla crescita, in particolare quelli di natura culturale. A ciò va aggiunto che secondo una ricerca di Cisco, attualmente quasi un terzo delle aziende agricole italiane non prevede di affrontare la digitalizzazione. In un simile panorama è evidente come l’innovazione possa davvero fare la differenza.