Biometano e flessibilità elettrica: affollato workshop a CremonaFiere

Un pubblico numeroso ha partecipato al workshop organizzato dalle Fiere Zootecniche Internazionali di Cremona in collaborazione con Agroenergia “Il futuro degli impianti di biogas – Dal biometano alla flessibilità elettrica”, un appuntamento che anticipa Bioenergy (il salone delle energie rinnovabili organizzato all’interno delle Fiere Zootecniche dal 24 al 27 ottobre 2018) e di particolare interesse alla luce delle recentissime indicazioni diffuse dal Gestore dei Servizi Energetici GSE nella procedura applicativa per la qualifica degli impianti di produzione e l’incentivazione del biometano.

Piero Mattirolo (Agroenergia) ha spiegato il motivo per cui la discussione sul futuro degli impianti a biogas sia avvenuta a CremonaFiere: «Cremona – ha detto – è la capitale del biogas, inoltre ha collegamenti con la zootecnia, tramite le sue Fiere Zootecniche di ottobre, che la rendono un punto riferimento per il biogas, in particolare quello zootecnico, cioè quello con più valenze ambientali positive». Mattirolo ha spiegato come sia utile oggi interrogarsi sul futuro del mondo del biogas al di là degli incentivi: «Occorre una valorizzazione dei benefici ambientali e del potenziale miglioramento in termini di efficienza della rete elettrica. Si devono innalzare le prestazioni complessive, migliorando la capacità di assorbire le energie rinnovabili discontinue come fotovoltaico ed eolico».

Marco Pezzaglia (Consorzio Italiano Biogas) ha definito il biogas come «un tesoro per il sistema». «La sua transizione verso il futuro – ha raccontato – passa dal biometano ma anche da altre realtà. Il biogas che produce elettrico può portarsi nel mondo del biometano, ma vanno considerati l’integrazione col territorio, l’utilizzo del calore, così come la possibilità di usare questi impianti per esigenze di flessibilità del sistema. L’insieme di diverse componenti sarà la chiave vincente per una corretta valutazione delle infrastrutture attualmente esistenti».

Luigi Mazzocchi (Ricerca sul Sistema Energetico – RSE S.p.A.) vede nel futuro degli impianti a biogas esistenti hanno due prospettive interessanti: «Una è la conversione a biometano, l’altra è restare produttori di energia elettrica con una partecipazione differente al mercato, sfruttando la flessibilità dell’impianto».

Andrea Chiabrando (FIPER e Consorzio Monviso Agroenergia) ha raccontato di come per il sistema agroenergetico sia utile oggi valorizzare le integrazioni con le filiere agroalimentari, col territorio, con l’azienda agricola locale e sfruttare le peculiarità di sistema energetico, di capacità di stoccaggio, le dinamiche di produzione, e le peculiarità legate al vettore energetico. «Il futuro per gli impianti non sarà solo biometano – ha detto –. Per l’elettrico oggi attendiamo nuovi decreti di incentivazione per impianti di piccola taglia, mentre sul lato biometano siamo al traguardo raggiunto e abbiamo un decreto emanato, quasi pienamente operativi».

Gianluca Airoldi e Maurizio Bellandi (AB Energy/TPI) hanno presentato nel corso del workshop un sistema di upgrading per biometano con membrane. AB Energy, che lavora nel campo della cogenerazione da più di 30 anni, ha stretto un accordo commerciale con TPI per presentare congiuntamente sul mercato Biochange, una soluzione per immissione di biometano in rete. La relazione ha preso in esame le principali caratteristiche di questa tecnologia focalizzandosi sui pre-trattamenti, sulle caratteristiche per la qualità del biogas e del sistema a membrane e di liquefazione di biometano per utilizzo in autotrasporto. Il sistema di compressione – hanno spiegato – è alternativo al sistema a vite, e permette un consumo di energia elettrica inferiore oltre a vantaggi sulla manutenzione e sulla durata rispetto ai normali compressori che solitamente sono utilizzati a vite sul mercato.

Mauro Conti (BitSpa, società nata per iniziativa di 20 Banche di Credito Cooperativo, Iccrea Holding e Federcasse, che segue investimenti nelle agroenergie e rinnovabili e settore agricolo e agroalimentare) ha spiegato i motivi principali del grande interesse di Bit per il settore: «Ci interessa molto il biometano perché in esso troviamo, per le imprese agricole e agroalimentari, e per quelle del settore raccolta FORSU, una opportunità di investimento e occasione di sviluppo in termini di sostenibilità ambientale. Le banche sono pronte a seguire i progetti meritevoli di credito».