Agricoltura 4.0 e turismo: l’Europa punta su Landsupport

Una applicazione web al servizio di una agricoltura innovativa, di una intelligente pianificazione del territorio, di uno sviluppo del turismo ecosostenibile in Europa. Landsupport sarà presto il frutto di un progetto finanziato dalla Comunità Europea nell’ambito di un bando “Horizon 2020” e che sarà sviluppato nell’arco di tre anni e mezzo.

Landsupport, contenitore di 15 famiglie di tool, su agricoltura, pianificazione, turismo ecosostenibile, sarà uno strumento di supporto alle decisioni per una corretta gestione del suolo e del territorio anche in ottemperanza alle numerose e complesse direttive comunitarie. Un complesso sistema informatico che basandosi su modelli di simulazione dinamici consentirà via web agli utenti di ottenere risposte a problematiche di pianificazione, gestione, fruizione del territorio e analisi di scenario. Uno strumento che aiuti i decisori politici a livello europeo, nazionale e locale a prendere decisioni informate valutandone al meglio gli effetti sulle comunità.

Tramite smarthphone l’utente potrà conoscere i parametri relativi alla pianta ed al suolo e caricare i propri dati certificati contribuendo a migliorare la qualità delle risposte specifiche che Landsupport fornirà a ciascun utente su irrigazione, fertilizzazione, raccolta e potenziale insorgenza di agenti patogeni grazie alla tecnologia FMIS (Farm Management Information System), una delle frontiere innovative dell’agricoltura 4.0.

Allo stesso modo il pianificatore territoriale, nell’ottica di diminuire il consumo di suolo e meglio gestire il territorio, potrà selezionare una o più porzioni di territorio ed ottenere informazioni su tassi della copertura ed impermeabilizzazione, sprawl (dispersione insediativa) e compattezza degli insediamenti, frammentazione del territorio rurale, qualità dell’uso dei suoli nel tempo. Le informazioni così ottenute supporteranno decisori, amministratori e tecnici in scelte più consapevoli, per preservare corridoi ecologici e mitigare l’impatto dell’uso del suolo.

Coordinato dal CRISP (Centro di Ricerca Interdipartimentale dell’Università di Napoli Federico II), il progetto coinvolge CNR, Ispra, Università Statale di Milano, Regione Campania ed Ariespace srl con strutture omologhe da Austria, Ungheria, Spagna, Germania, Slovenia, Belgio, Francia, Libano e Malesia.