Agricoltura smart, dall’Osservatorio nuovi dati sul settore vitivinicolo

Dopo l’approfondimento dedicato al settore lattiero-caseario (con una anteprima dello studio completo presentata proprio alle Fiere Zootecniche Internazionali di Cremona dello scorso anno), l’Osservatorio Smart AgriFood ha diffuso nuovi dati dedicati al settore vitivinicolo.

Minore impiego di antiparassitari grazie alle capacità predittive, maggiore qualità del prodotto vino a fronte di un ridimensionamento dei costi di produzione, e un approccio più adatto a intraprendere produzioni biologiche e sostenibili. Sono questi alcuni dei benefici registrati da uno studio dell’Osservatorio Smart AgriFood del Politecnico di Milano e del Laboratorio RISE dell’Università degli Studi di Brescia. I risultati sono il frutto del monitoraggio di alcuni casi di applicazione diretta di nuove tecnologie da parte di alcune importanti aziende del settore vitivinicolo. I principali strumenti utilizzati sono: software per l’elaborazione di mappe (per esempio mappe di vigore) sistemi informativi gestionali, sistemi di supporto alle decisioni (DSS), sistemi di raccolta ed elaborazione di dati e tecnologie/sensori IoT.

Attraverso una mappatura analitica dell’offerta tecnologica nell’ambito dell’Agricoltura 4.0 in Italia, l’Osservatorio Smart AgriFood ha individuato più di 220 soluzioni offerte da più di 70 realtà imprenditoriali. La maggior parte delle soluzioni di Agricoltura 4.0 è svincolata da specifici settori agricoli, ma il 16% di tali soluzioni è riconducibile al vitivinicolo.

«Il vitivinicolo, come peraltro evidenziato nei casi di studio svolti, è certamente uno dei settori dove l’agricoltura 4.0 potrà manifestare con maggiore forza il proprio potenziale – spiega Andrea Bacchetti , direttore dell’Osservatorio – . Non a caso, anche nell’edizione 2018 dell’osservatorio sono previsti dei casi di studio verticali, con l’obiettivo di valutare quantitativamente l’impatto di una serie soluzioni tecnologiche atte a migliorare l’efficienza del processo di produzione e l’efficacia (la qualità, nel caso specifico) del prodotto finito».

«I dati prodotti  dall’applicazione delle logiche di Industria 4.0 in ambito vitivinicolo, e nell’agroalimentare in generale, stanno generando fortissimi appetiti nelle aziende multinazionali, in quanto fondamentali fonti di valore. È importante che le aziende e le filiere Italiane si preparino adeguatamente per non perdere questo valore. Ne è un chiaro esempio quanto accaduto con Facebook in questi giorni», aggiunge Filippo Renga, cofondatore degli Osservatori Digital Innovation della School of Management del Politecnico di Milano.

L’Osservatorio Smart AgriFood vuole diventare il punto di riferimento in Italia, per comprendere in profondità le innovazioni digitali (di processo, infrastrutturali, applicative, HW e SW) che stanno trasformando la filiera agricola e agro-alimentare, unificando le principali competenze necessarie: economico-gestionali; tecnologiche; agronomiche. L’obiettivo dell’Osservatorio è quello di veicolare i risultati della Ricerca ai decision maker – creando occasioni di incontro e di confronto tra gli stakeholder per promuovere il dialogo e l’innovazione di valore – e fare cultura, diffondendo l’informazione e la conoscenza sull’innovazione digitale nella filiera.