Suinicoltura, è il momento di progettare il futuro

Dopo un 2016 particolarmente positivo, anche il 2017 si chiude col segno più per la suinicoltura. Lo dimostra l’andamento dell’indice di redditività elaborato dal Crefis (Centro ricerche economiche sulle filiere suinicole), un parametro che offre una sintesi delle dinamiche economiche del comparto.

«Per una lunga parte centrale del 2017 – spiegano al Crefis -, l’indice di redditività ha fatto registrare variazioni positive; poi, nel corso dell’autunno, sempre in termini di remuneratività, i nostri allevamenti suinicoli hanno mostrato qualche contrazione. Parallelamente, l’andamento in termini generali dei prezzi del suino pesante, ovvero del prodotto principale della nostra suinicoltura, ha evidenziato un percorso simile a quello della redditività; con l’eccezione di settembre quando l’indice di remuneratività è rimasto positivo anche in presenza di mercati al ribasso, grazie al contemporaneo calo dei costi alimentari».

Allo straordinario andamento degli ultimi due anni hanno contribuito situazioni contingenti favorevoli per il settore, e proprio per quest motivo – secondo Gabriele Canali, docente all’Università Cattolica e direttore del Crefis – questo è il momento giusto per progettare il futuro senza incappare in brutte sorprese. «Nei confronti di fenomeni sui quali non si può incidere direttamente – spiega Canali -, ci si deve attrezzare per poterli affrontare al meglio. Da questo punto di vista le filiere suinicole italiane, e in particolare quella del suino pesante per prosciutto Dop che quantitativamente è la più importante nel nostro Paese, non dovrebbero perdere l’occasione di questa congiuntura relativamente favorevole per affrontare quei nodi che già da anni avrebbero dovuto aggredire».