Le Fiere Zootecniche Internazionali di Cremona segnano la ripresa dell’agro-zootecnia italiana

Chiari segnali di ripresa alle Fiere Internazionali Zootecniche: l’edizione numero 72 è stata attraversata dal ritrovato entusiasmo del settore dopo le difficoltà degli anni passati. Scambi e contatti commerciali in aumento confermano il trend in crescita del settore

Martin Scholten (Wageningen University & Research): «Il posto giusto per trovare opportunità di business». Il ministro Maurizio Martina: «Qui per vedere l’evoluzione dell’intero settore».

Quattro giorni dedicati al top della zootecnia mondiale si sono chiusi oggi a CremonaFiere, in occasione dell’edizione numero 72 delle Fiere Zootecniche Internazionali. La vera capitale del settore zootecnico ha visto ritrovarsi gli operatori dell’intera filiera per approfondire, discutere, tessere nuovi contatti commerciali, intrecciare relazioni di business e progettare il futuro del comparto fra i padiglioni di un quartiere fieristico completamente occupato dagli stand di oltre 800 marchi provenienti da tutto il mondo. Grande la soddisfazione degli espositori, che hanno segnalato segnalato un aumento di scambi e contatti commerciali.

I numeri sono quelli di numerosi delegazioni organizzate provenienti da 16 Paesi (Argentina, Romania, Moldavia, Bulgaria, Polonia, Serbia, Croazia, India, Iran, Turchia, Azerbaijan, Georgia, Kazakistan, Uzbekistan, Tunisia, Marocco) e 53 novità di mercato presentate fra prodotti e servizi.Un’edizione costellata da 111 eventi – buona parte dei quali organizzati con la collaborazione di alcuni dei più importanti enti di ricerca italiani come il CREA – Zootecnia a Acquacoltura – e che ha finalmente segnato il cambio di passo del settore agro-zootecnico dopo anni difficili. Un’edizione che conferma le Fiere Zootecniche Internazionali di Cremona come l’unico e vero punto di riferimento per il mondo allevatoriale.

A CremonaFiere è emersa l’immagine di un’intera filiera che ha rialzato la testa, confortata dagli ottimi risultati di un “made in Italy” che dalla mangimistica agli allevamenti passando per la trasformazione, da oltre un anno e mezzo è tornato a entusiasmarsi per gli ottimi risultati. Basterà ricordare un solo dato: quello del lattiero-caseario italiano conl’export al +7,3% in volume e +9,4% in valore nei primi sette mesi del 2017. Un cambio di passo evidenziato anche dalla grande presenza di giovani, fra i grandi protagonisti di questa edizione tanto fra gli espositori quanto fra i visitatori.

«Raccogliamo i frutti di varie azioni attuate da CremonaFiere: dal grande impegno per l’internazionalizzazione alle azioni di co-marketing progettate di concerto con gli espositori -è il commento del presidente di CremonaFiere Antonio Piva -. E’ il risultato della scelta di lavorare con uno stile propositivo, immediato e pragmatico: le Fiere Zootecniche hanno dedicato una parte consistente dell’agenda tecnica e scientifica allo smart agrifood, all’innovazione digitale della zootecnia di precisione, all’economia circolare come veicolo di sviluppo economico ribaltando il concetto di “scarto” e trasformandolo in valore».

Ma l’inquadratura alle Fiere Zootecniche Internazionali si allarga come inevitabile sull’estero, con una presenza massiccia e ben visibile di visitatori ed espositori esteri (questi ultimi al +15%), segno di uno sforzo di internazionalizzazione da parte di CremonaFiere riconosciuto e premiato dal mercato di riferimento. Una fotografia che – come ha sottolineato anche il ministro alle Politiche Agricole Maurizio Martina, mercoledì fra i primissimi visitatori delle Fiere – insieme ai tanti motivi d’entusiasmo non ha evitato ma anzi ha messo sul piatto anche le molte questioni irrisolte, trasformando i padiglioni di Cremona in un luogo di incontro e approfondimento tecnico. «Siamo alle Fiere Zootecniche Internazionali di Cremona – aveva detto il ministro – perché è importante vedere l’evoluzione dell’intero settore. Molto buona è per esempio questa attenzione che riscontro per il rinnovamento tecnologico e per l’agricoltura di precisione, quindi sui tassi di innovazione». Apprezzamenti espressi anche da Martin Scholten, managing director dell’Animal Sciences Group del Wageningen University & Research, centri di ricerca olandese fra i più importanti al mondo: «Cremonafiere è davvero il posto giusto per trovare opportunità di business». E proprio con il Wageningen University & Research si è iniziato a gettare le basi per una collaborazione prevista per l’edizione dell’anno prossimo.

Le Fiere hanno già scelto per questa edizione una rosa di partner di alta qualità come Legambiente, CREA – Zootecnia e Acquacoltura, Osservatorio SmartAgrifood del Politecnico di Milano e poi AIVEMP, AITA, ANAFI, ASSALZOO, Chimica Verde Bionet, CIB, Legambiente, SIVAR.