Allodi (Assalzoo): «In economia circolare la sfida è dare valore a ‘ex prodotti’ rispettando tracciabilità e sicurezza». Se ne parlerà alle Fiere Zootecniche di Cremona il 26 ottobre

L’economia circolare sarà uno dei tanti temi che verranno affrontati nel fitto calendario delle Fiere Zootecniche Internazionali di Cremona, dal 25 al 28 ottobre 2017 a CremonaFiere. Oggi l’economia circolare può essere una risposta concreta a una crescente esigenza di comportamenti virtuosi, anche in ambito mangimistico e zootecnico. Ne abbiamo parlato con Alberto Allodi, presidente di Assalzoo – Associazione Nazionale dei Mangimisti. Proprio Assalzoo è fra le realtà più importanti nel panorama agro-zootecnico che hanno prestato la propria collaborazione e l’intervento tecnico-scientifico nella realizzazione del programma scientifico di questa edizione delle Fiere: “Economia circolare: un approccio strategico per il comparto mangimistico” si terrà il 26 ottobre alle ore 14.30, nell’Area Forum di CremonaFiere.

Si sente parlare sempre più spesso di economia circolare: c’è vera consapevolezza su quali sono i principi e le logiche che regolano questo circolo virtuoso?

Se parliamo di consapevolezza diffusa forse ancora no. Vi sono sicuramente una coscienza e conoscenza a livello industriale, di pubblica amministrazione e di enti di ricerca. Al giorno d’oggi, le aziende virtuose e di stampo avanzato stanno progettando il presente e il futuro con principi che guardano alla sostenibilità, infatti qualsiasi prodotto nel mondo industriale viene progettato pensando alla fine della sua vita tecnica. L’opinione pubblica sta arrivando con un po’ di ritardo avendo sentito parlare di economia circolare da poco tempo.

Anche nel settore mangimistico?

Sicuramente sì, anche se nella mangimistica il consumo del prodotto è pressoché totale, il mangime raggiunge il proprio scopo (la bocca dell’animale) velocemente; l’attenzione per il “dopo” in questo settore è rivolta ad altri aspetti come il materiale di confezionamento. Diverso ancora è il discorso dedicato alla mangimistica per quanto riguarda la fruizione dei sottoprodotti o degli ex prodotti che derivano da altre attività di trasformazione. Il nostro è un settore che da sempre ha dato valore ai sottoprodotti dell’industria di trasformazione del territorio, si pensi, ad esempio, all’industria molitoria, a quella olearia o a quella saccarifera, per le quali la mangimistica è stata una grande valorizzatrice di sottoprodotti, quali crusca, sansa e polpe di barbabietola, prodotti che non erano facilmente destinabili all’alimentazione umana. Sono primi esempi di circolarità, anche se allora non la si chiamava così.

Abbiamo economie incapaci di emergere e in cui la carenza di fonti proteiche ed energetiche produce grandi problemi di sviluppo. Per questo serve che le economie evolute limitino al massimo i propri sprechi in modo da rendere disponibili risorse che oggi vengono semplicemente eliminate e che vanno invece convogliate su piattaforme e operatori capaci di renderle fruibili garantendone la tracciabilità e la sicurezza.

Nell’implementazione delle strategie di economia circolare è fondamentale mantenere il rispetto della gerarchia degli utilizzi – food, feed, fuels – pertanto deve essere privilegiato, quando possibile, l’utilizzo per l’uomo ad esempio tramite i banchi alimentari, che hanno un ruolo sociale. Questa è l’economia circolare in agro-zootecnia: feed to food e food to feed. La sfida è proprio quella di utilizzare queste fonti proteiche che diversamente verrebbero consegnate agli inceneritori.

Alle Fiere Zootecniche in particolare si parlerà dell’importanza di un approccio strategico per il comparto mangimistico rispetto all’economia circolare: rispetto a questi temi quale è la sensibilità del comparto mangimistico e quali sono le principali sfide per il futuro?

La sfida del comparto è accedere a queste nuove risorse con uno spirito propositivo e con la capacità di dare valore a questi ex prodotti, in quanto “ex prodotti alimentari” mantenendo prioritari il rispetto della tracciabilità e della sicurezza alimentare.

Quali sono i principali benefici per le aziende che abbracciano questo tipo di approccio e che tipo di implicazioni ha sulla gestione del territorio?

I benefici sono intuibili: le risorse sono sempre più limitate, quindi poter disporre di esse coincide in qualche modo con la capacità di rafforzare la supply chain. Ma ci sono anche altri aspetti che è difficile prevedere, ma da non trascurare. Per agevolare l’attenzione del tessuto produttivo all’economia circolare sarebbe utile prevedere delle politiche incentivanti che premino la virtuosità delle aziende.

Tecnologia e normative, quando si parla di economia circolare, sono variabili che tendono a cambiare con grande velocità. Quanto è importante l’aggiornamento e quali strumenti pensa potrebbero essere messi in campo per garantirlo a tutti gli operatori di filiera in qualche modo interessati o coinvolti nel processo?

Mi fa molto piacere che questo discorso si stia sviluppando e prendendo dimensione nelle Fiere Zootecniche Internazionali. E’ preponderante un aspetto politico più che scientifico: c’è una volontà di dare corpo a questo tipo di iniziative, per limitare sprechi, dare risposte a inadeguatezze del sistema e creare i presupposti per la sostenibilità. La grande sfida è rendere il pianeta fruibile non solo alla nostra generazione ma anche alle prossime. Si inserisce quindi non prepotentemente ma con una grande forza in questo contesto. Il mondo tecnologico e la comunità scientifica avranno il compito nell’agro-zootecnia di favorire la disponibilità di un prodotto omogeneo e garantirne le tracciabilità e la sicurezza.

Collocare questi argomenti all’interno delle Fiere Zootecniche che tipo di valore ha?

Un grande valore, perché all’interno delle Fiere si far condividere all’industria un principio dal quale sarà sempre più coinvolta, e allo stesso tempo si farà conoscere all’utenza – quindi alla zootecnia e agli allevatori – quanto sarà vitale il comportamento virtuoso di chi utilizza prodotti che non entrano a far parte di uno spreco. Un comportamento che, tra l’altro, diminuirà l’impatto ambientale aumentando la sostenibilità del settore zootecnico, in grado di ridurre gli input produttivi per produrre proteine nobili.

L’EVENTO

“Economia circolare: un approccio strategico per il comparto mangimistico” si terrà il 26 ottobre alle ore 14.30, nell’Area Forum di CremonaFiere.

Oggi la sostenibilità è la parola d’ordine per la totalità delle attività umane sul pianeta, ed è trasversale su ogni settore, compresa naturalmente l’agricoltura e la zootecnia, secondaria solamente rispetto alla sicurezza alimentare. L’Economia Circolare, fortemente voluta e supportata a livello politico, rappresenta oggi una risposta concreta ad una crescente esigenza di comportamenti virtuosi: limitare il food waste attraverso il parziale riutilizzo di ex-prodotti alimentari, e utilizzare sottoprodotti storici e coprodotti di più recente riutilizzo sono le chiavi per una maggiore sostenibilità in ambito mangimistico e zootecnico. Gli obiettivi dell’Economia Circolare, che si trova ad affrontare le sfide dell’industrializzazione e standardizzazione dei processi, soprattutto per la sicurezza alimentare, sono indicati anche da HORIZON 2020 e diversi progetti di ricerca e sviluppo sono stati favoriti dalla Commissione Europea.